I NOTIZIARI      
POLITICA
COMUNI
Nord: Italia federale
Sud: Mezzogiorno d'Europa
ECONOMIA E LAVORO
SCIENZA E TECNICA
COSTUMI E SOCIETA'
TERZA PAGINA
PALCOSCENICO
Cinema
Teatro
Musica
Televisioni
SPORT
L'INTERVISTA
STORIE
SALUTE E AMBIENTE
TURISMO
SOCIALE
STAT
CALABRIA
LAZIO
ABRUZZO
Berlino
Bruxelles
Londra
Madrid
Parigi
PRESTO ON-LINE
^ Presto online

LETTURE/Regionali: corsi, ricorsi, decorsiL'Ufficio elettorale del tribunale di Roma non ha ammesso la lista del Pdl per la provincia di Roma alle prossime elezioni regionali. La lista era stata presentata appena ieri, dopo il varo del decreto legge interpretativo cosiddetto "salvaliste". Berlusconi pensa ad una riposta di piazza e convoca una conferenza stampa per domani. Occhi puntati, intanto, sulla manifestazione del centrosinistra, mentre restano tesi i rapporti con il Colle.

L'ufficio elettorale presso il Tribunale di Roma non ha ammesso la lista provinciale di Roma presentata nuovamente dal Pdl, dopo l'approvazione del decreto legge interpretativo. A questo punto il Popolo della libertà potrebbe scegliere la strada del ricorso al Consiglio di Stato dopo quello bocciato ieri dal Tar. 
In ogni caso il tempo stringe e mentre si allontana l'ipotesi di un rinvio delle elezioni nel Lazio, chiesto oggi dai Radicali, Silvio Berlusconi, dopo un vertice con Renata Polverini e i coordinatori del Pdl, invita a spingere l'acceleratore sulla campagna elettorale, evitando di indugiare su ricorsi e procedure tecniche. In particolare il premier starebbe pensando a una grande manifestazione nazionale. 
Location e data ancora non sono state decise, ma la kermesse si potrebbe tenere il 20 marzo, probabilmente a Roma. L'obiettivo potrebbe essere quello di mettere sullo stesso palco tutti e 13 i candidati-governatore.

Aspettare il pronunciamento di questo o quel tribunale, sarebbe stato il ragionamento fatto dal presidente del Consiglio durante il summit di oggi, disorienta la gente, crea solo confusione e da' un'immagine della maggioranza allo sbando. I legali del partito continueranno a lavorare, perché la battaglia legale non può finire così, ma il partito è un'altra cosa. Gli italiani vogliono sapere cosa è successo e spiegherò loro come è nato il caos delle liste. E per farlo potrebbe anche convocare una conferenza stampa.  
Del resto la Lega aveva già fatto sapere che in caso di conferma dell'esclusione della lista del Pdl nel Lazio da parte del Tar, la battaglia si sarebbe dovuta ritenere ormai circoscritta ai tribunali: fallita la 'soluzione politica' propugnata da Bossi, il Carroccio non sembra disponibile ad appoggiare nuove mosse che possano apparire all'elettorato inaccettabili forzature. Né la maggioranza ritiene percorribile l'ipotesi di un rinvio delle elezioni regionali chiesto dai radicali: è l'unico punto sul quale Pdl e Pd si trovano d'accordo.

Il Cavaliere ha tuttavia un problema: quello di trasmettere un'immagine di unità del centrodestra, incrinata dai dissidi interni che sembrano essere stati alla base del pasticcio delle liste. Questo è il primo dubbio da cancellare nell'immaginario dell'elettorato moderato: da giorni gli uomini del Pdl ripetono di essere rimasti vittime di abusi degli uffici elettorali se non di veri e propri tranelli. Il premier vorrebbe invece attaccare, come ha già detto, l'eccessivo fiscalismo dei controlli che autorizza il sospetto di manipolazioni ai danni del Popolo della libertà. In altre parole, rilanciare il concetto della scelta di campo, della lotta del bene contro il male, di regole e giustizia da rifondare.

Il tutto si svolge però  su uno sfondo di enormi tensioni. L'attacco mosso oggi da una commissione del Csm al presidente del Consiglio, secondo il centrodestra è senza precedenti e in fondo si inserisce in questa trama. Per il Csm le critiche del capo del governo alla magistratura mettono a rischio la democrazia: Sandro Bondi replica che è piuttosto l'organo di autogoverno dei giudici a ingerirsi in politica e a picconare i principi del nostro ordinamento democratico.

Clima ancora più tempestoso in Senato, dove il governo ha posto la fiducia sul legittimo impedimento: una nuova 'legge porcata', denuncia l'Idv, con evidenti profili di incostituzionalità; un provvedimento ad personam, dice il Pd, di cui il Parlamento è costretto ad occuparsi quando incombono ben più gravi emergenze. E alla Camera il rallentamento dei lavori sui decreti legge sugli Enti locali e sui beni confiscati alla criminalità organizzata, ritarda l'esame dei provvedimenti in questione e fa slittare il dibattito sulla crisi economica previsto per domani alla presenza del ministro Giulio Tremonti. 
In questo panorama sembra impensabile qualsiasi tipo di futuro dialogo.

L'attenzione resta puntata naturalmente sulla manifestazione di sabato prossimo organizzata dal centrosinistra contro il decreto legge interpretativo, con il Pd impegnato ad evitare che l'iniziativa si trasformi in un attacco al Quirinale e l'Idv, che senza alzare ulteriormente i toni, non rinuncia tuttavia a criticare il capo dello Stato. Ecco perché il Quirinale ha diffuso una nota per smentire le ricostruzioni giornalistiche di uno scontro con palazzo Chigi sulla prima bozza di decreto per sanare la situazione di Lombardia e Lazio e per escludere implicitamente che tra governo e presidenza della Repubblica esista un gioco di 'ricatti' reciproci dopo che il decreto 'interpretativo' si è rivelato di fatto un'arma spuntata. "Si continuano a leggere su alcuni giornali e agenzie di stampa, con ripercussioni anche nel dibattito politico-istituzionale, ricostruzioni per tanti aspetti inconsistenti, se non fantasiose, dell'incontro svoltosi nella sera del 4 marzo al Quirinale", ribadisce una nota della presidenza della Repubblica, con riferimento al colloquio sul Colle fra il capo dello Stato e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi circa l'ipotesi di un decreto del Governo sulle liste elettorali. La nota prosegue ricordando che "il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella risposta a due cittadini pubblicata sabato scorso sul sito web del Quirinale, ha esposto i termini corretti degli eventi e delle relative problematiche, proprio per non alterare la serena e consapevole valutazione della intera vicenda".

Il fatto è che gli attacchi al ruolo di garanzia di Giorgio Napolitano, soprattutto da parte di Antonio Di Pietro, hanno lasciato una ferita difficile da sanare. Ufficialmente il leader dell'Italia dei valori ha stemperato i toni aggressivi nei confronti del Colle in vista delle manifestazioni di piazza di sabato prossimo insieme al Pd: manifestazioni che, assicura, saranno dirette contro il governo e non contro il capo dello Stato. Tuttavia i suoi non sembrano della stessa idea: Luigi de Magistris accusa Napolitano di avallare il "piano piduista" di Berlusconi e oggi l'europarlamentare Sonia Alfano ha portato l' attacco al presidente della Repubblica fin dentro il parlamento di Strasburgo, tra le critiche di Pdl e Pd.

"Quello che denuncio con più forza -afferma il segretario dei Democratici Pier Luigi Bersani- è il fatto che, pasticcio dopo pasticcio, questa maggioranza e questo Governo stanno impedendo al Paese di parlare dei problemi reali. Noi useremo la nostra mobilitazione per protestare e affermare le priorità del Paese, che sono democrazia e lavoro".

L'interrogativo è se davvero queste posizioni oltranziste non avranno voce nella manifestazioni di piazza: ciò creerebbe evidente imbarazzo nel Partito democratico che, fin dal primo momento, ha tentato di fare una distinzione tra la posizione del premier e quella del capo dello Stato sul decreto salva-liste, snobbando però l'analisi di Oscar Luigi Scalfaro secondo il quale una soluzione andava comunque trovata per garantire a tutti la piena libertà di voto e soprattutto l'effettiva rappresentatività dei nuovi consigli regionali, senza la quale si aprirebbero problemi politici ancora più gravi. Analisi di un presidente emerito che coincide con quella di Napolitano.(da Aprile OnLine)

IN BREVE
06.09.10 - Ucciso nel salernitano il sindaco di Pollica
Leggi »
06.09.10 - Sara, le ricerche si concentrano nella periferia del paese
Leggi »
06.09.10 - Anziana segregata in casa dai bandanti
Leggi »
06.09.10 - Condannati in Giappone due attivisti di Greenpeace
Leggi »

Copyright 2003 com.unica - Tutti i diritti riservati
Aut. Tribunale di Roma N. 466/2003 dell'11/11/2003
Web design SBRIZE - spirito creativo